Design Thinking non è Design

C'è una febbre di Design Thinking nel mondo che porta a una visione sbagliata del designer e della sua professione.

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Il Design Thinking (DT) sta invadendo il mondo. Da alcuni anni c'è stata una sorta di «contaminazione massiccia» (degna di un film apocalittico di zombie). Questa nuova ondata creativa-innovativa (?) ha invaso grandi aziende e business school in tutto il mondo. Anche le grandi società di design di fama mondiale non sono escluse e ora sono obbligate a essere esperte di DT o almeno a pubblicizzarlo.

Essere un design-thinker/designer-facilitatore è ora più importante del semplice essere un «designer» e nascono domande come «Sei soltanto un designer? No grazie, a me occorre un design-thinker ». Pertanto, il DT è diventato sinonimo del ciclo completo di progettazione, con l'idea generale che, se si padroneggia il DT, si padroneggi l'intero processo di progettazione; o peggio, l'idea che il DT sia più che sufficiente per innovare!

Il DT da solo non è Design

Possiamo riassumere che l'intero processo di progettazione consiste in due fasi:

  1. Ricerca e idee creative e soluzioni generate da questa ricerca e interazione.
  2. Azione concreta del designer che, prendendo la migliore soluzione possibile generata dalla fase 1, progetta il prodotto/servizio fino al suo lancio sul mercato.

Quindi il design non è solo DT – idea creativa  senza un'azione concreta (fase 1) –, e il DT è solo una parte del processo di progettazione, ma non tutto. Il DT non ha senso soltanto per generare idee creative, senza azioni concrete, poiché non si traduce in un obiettivo compiuto. Il DT è proprio questo: idee creative.

È anche importante avere un designer nel processo di progettazione totale per ottenere i risultati richiesti. Ho visto corsi di formazione in DT in grandi aziende globali, dove in seguito non esiste un designer per accompagnare o terminare il processo, ma un uomo di affari esperto in DT che conduce il processo di progettazione all'interno dell'azienda per realizzare l'innovazione tanto attesa!

Aspetti negativi e positivi

Molte aziende e business school del mondo hanno l'idea sbagliata che il DT rappresenti il ciclo di progettazione completo, dal concept alla commercializzazione. C'è la percezione che con un brainstorming di idee creative si risolvano tutti i problemi di un'azienda globale in un pomeriggio.

L'aspetto negativo del DT è che porta a una visione errata del design come qualcosa di veloce, facile, superfluo e che può essere praticato da chiunque, senza la guida di un designer. Oggigiorno le aziende vogliono soluzioni innovative in modo veloce ed economico e sembra che, in qualche modo, il DT abbia colmato questa necessità, visto che ne occorrono appena poche sessioni settimanali per dare all'azienda ciò che vuole. Con il DT, il costoso, complesso e lento processo di progettazione è diventato economico, rapido e senza grosse complessità. Sarebbe il caso di chiedersi se l'impatto del DT stia influenzando lo sviluppo, la comprensione e l'applicazione del design, una disciplina che si sta appena consolidando.

D'altra parte, l'aspetto positivo del DT consiste nel democratizzare il design, in quanto favorisce una maggiore comprensione di cos'è il design. La sua popolarità aumenta in tutto il mondo, nelle scuole e soprattutto nelle aziende, che stanno iniziando a comprendere l'importanza del design per la loro sopravvivenza nel mercato globale. Brutto o buono, il design ha ottenuto una visibilità senza precedenti nella sua storia. Si potrebbe dire che c'è più design nel mondo grazie al DT. Questo è molto positivo e necessario.

Tutti i partecipanti sono co-designer?

La partecipazione di altri co-creatori (e non co-designer) è ben accetta e fondamentale nel design, ma solo il progettista ha l'esperienza e le conoscenze per filtrare e trasformare questa conoscenza nel risultato finale desiderato. La decisione finale sul progetto non può essere lasciata agli altri partecipanti. Il trasferimento del design ai co-creatori indebolisce sia il designer che la proposta finale. Questa decisione deve essere presa in collaborazione con il designer, che individuerà le migliori proposte e le porterà avanti. Ecco perché è importante chiarire quale dovrebbe essere il ruolo dei partecipanti e del coach, prima di offrire il DT come pacchetto chiuso che risolva miracolosamente l'intero processo di progettazione, nel corso di una serata molto creativa. Il DT indica il percorso da seguire con le migliori soluzioni sviluppate in maniera collaborativa e approvate da tutti.

DT : a favore o contro?

Questo articolo non è stato scritto contro il DT delle scuole e le aziende. Come designer sostengo il suo sviluppo nel mondo. Questo testo ha l'intento di aiutare a comprendere il DT e il design per un loro utilizzo corretto. È di vitale importanza per il design e per l'azienda che sia chiaro come interagisce il DT dentro il processo di progettazione. È importante che le parti interessate capiscano che il DT da solo, non è design; che non può essere usato da solo e infine che il designer e il suo lavoro sono necessari durante tutto il ciclo di progettazione.

Pertanto, con maggiore chiarezza ed etica professionale, il beneficio sarà più grande e più reale per tutti. Dopo tutta questa frenesia per il DT, la domanda rimane: cosa verrà dopo?

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TraduzioneGlenda Torres Guizado Frattamaggiore Followers: 1

EditingVincenza Branca Torino Followers: 1

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Autore:
Luciano Cassisi
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