Privilegio e impegno del graphic design

La progettazione visiva è una progettazione per il cervello, il nostro organo più complesso che governa tutte le nostre attività e le nostre azioni. I nostri occhi insieme al cervello fanno un tutto.

Ritratto di Joan Costa Joan Costa Barcelona Followers: 2393

Opinioni:
0
Voti:
1
Compartir:

La progettazione visiva per i nostri occhi costituisce, oggi, il mezzo fondamentale della comunicazione sociale. Il suo progetto più nobile è lavorare per migliorare il nostro ambiente visivo, rendere il mondo intelligibile e aumentare la qualità della vita; fornire informazioni e migliorare le cose; diffondere cause civili e di interesse collettivo e la cultura. La sua specificità come disciplina è quella di trasmettere “sensazioni, emozioni, informazioni e conoscenza”.

Però il design o progettazione grafica può anche fare esattamente il contrario: sedurre a favore di ideologie e fondamentalismi; fomentare il consumismo selvaggio e alienante; generare caos e contaminare lʼambiente urbano; essere complice del disprezzo delle entità culturali e della libertà individuale e collettiva.

È a causa di questa ambivalenza del design come strumento di comunicazione privilegiato (nel bene e nel male), che il suo esercizio ha così tante implicazioni: economico, politico, tecnico, culturale, sociale ed etico. La grafica è legata allʼindustria e al commercio, e quindi allʼeconomia; ai mezzi audiovisivi, alla cultura e anche alla politica; al marketing e al consumo; allʼestetica e alla semiotica; alla scienza della comunicazione e, quindi, alle scienze umane e alle nuove tecnologie.

Questo è il campo di forze in cui la progettazione grafica è registrata e definita oggi, e ciò che rende la sua specificità e specializzazione rispetto alle altre discipline del design. Mentre tutti i prodotti e manufatti industriali e le realizzazioni urbane e architettoniche, passano “prima” attraverso gli occhi, in quanto sono oggetti visibili nellʼambiente; e se sono fatti per le funzioni pratiche dellʼ “azione” umana (operare, manipolare, muovere, lavorare, ecc.), non devono invece comunicare “informazioni” e trasmettere “conoscenza”.

Ma il dilemma e la distinzione critica – ed etica? – è agli estremi: tra design come comunicazione (che fornisce alle persone le informazioni necessarie in qualsiasi area della vita sociale) e design di persuasione (che cerca di convincere, sedurre in modo che le persone comprino le cose e votino per le persone, o attribuiscano alle ideologie).

Alcune voci si sono già fate sentire, insieme alla nostra che è stata una delle prime, sulla base di questo dilemma essenziale.1 “Troppa energia di progettazione grafica viene spesa per la promozione di un consumo insignificante e poca energia per aiutare le persone a comprendere un mondo sempre più complesso e fragile”.2 Ken Garland aveva già scritto che “Ci sono occupazioni più meritevoli delle nostre capacità di risolvere dei problemi. Una serie senza precedenti di crisi ambientali, sociali e culturali richiede la nostra attenzione. Ci sono molti interventi culturali, campagne di social marketing, libri, riviste, mostre, strumenti educativi, programmi televisivi, film, cause di beneficenza e altri progetti di progettazione delle informazioni che necessitano urgentemente della nostra esperienza e del nostro aiuto”.

Mentre lo scopo del graphic design è la “comunicazione”, la disciplina ha il suo “linguaggio”. È il linguaggio di base dellʼimmagine e del testo, o quello che abbiamo chiamato il linguaggio “bimedia” (iconico e tipografico), che organizza la collaborazione espressiva di immagini e testi. Questo linguaggio essenziale della grafica ha dato origine a sviluppi tecnici e ramificazioni, come i linguaggi dei colori, i segni funzionali, i simboli della scienza e della tecnologia, i grafici – che costituiscono il linguaggio degli schemi – e la digitalizzazione. Sono nuovi elementi – alcuni concettuali e altri tecnici – che non sono classificati nel dualismo fondamentale immagine-testo, perché non sono né lʼuno né lʼaltro. E vengono a completare ed espandere il repertorio delle risorse di comunicazione del graphic designer contemporaneo.

Cosa ne pensi? Condividi la tua opinione! Abbiamo bisogno del tuo aiuto per continuare a produrre contenuti gratuiti. Considera di supportare il lavoro di FOROALFA con una donazione di qualsiasi valore in PayPal.


Ritratto di Joan Costa Joan Costa Barcelona Followers: 2393

TraduzioneRoxana Degiovanni Torino Followers: 0

EditingMarina Cominetti Torino Followers: 4

Opinioni:
0
Voti:
1
Compartir:

Collabora con la diffusione di questo articolo traducendolo

Tradurre in portoghese
  1. Véase: J. Costa, Manifiesto por el Diseño del siglo XXI, revista D-X, nº 4, octubre 1998, México.
  2. Rick Paynor, editor@adbusters.org
Codice QR di accesso all’articolo Privilegio e impegno del graphic design

Questo articolo non esprime l’opinione degli editor e dei gestori di FOROALFA, che non si assumono alcuna responsabilità per la sua paternità e natura. Per riprodurlo, a meno che non sia espressamente indicato, si prega di richiedere l’autorizzazione all’autore. Dato l’accesso gratuito a questo sito e le condizioni ipertestuali del Web, apprezzeremmo si evitasse di riprodurre questo articolo su altri siti web. Pubblicato su 20/07/2020

Joan Costa

Altri articoli de Joan Costa

Titolo:
Nascita ed evoluzioni del marchio in 7 passaggi
Sinossi:
Il marchio commerciale è nato 3500 anni fa. Prima era un simbolo, poi un significato, dopo una storia televisiva in 30 secondi. Oggi, un fenomeno sociale e transmediale complesso.
Condividi:
Titolo:
L'eterna ed inutile discussione
Sinossi:
Perché il design non è arte? Per rispondere a questa domanda, niente di meglio che analizzare gli argomenti che vengono spesso utilizzati in senso contrario.
Condividi:

Dibattito

Logotipo
La tua opinione

Accedi con il tuo account per opinare su questo articolo. Se non ce l’hai, crea il tuo account gratuito adesso.

Potresti essere interessato

Ritratto di Joan Costa
Autore:
Joan Costa
Titolo:
L'eterna ed inutile discussione
Sinossi:
Perché il design non è arte? Per rispondere a questa domanda, niente di meglio che analizzare gli argomenti che vengono spesso utilizzati in senso contrario.
Traduzioni:
Condividi:
Interazioni:
Voti:
4
Followers:
2393
Ritratto di Fernando Del Vecchio
Autore:
Fernando Del Vecchio
Titolo:
La sfida di comunicare valore
Sinossi:
Una domanda alla quale gli imprenditori creativi non hanno una risposta: il valore della loro proposta.
Traduzioni:
Condividi:
Interazioni:
Voti:
0
Followers:
763